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Paese che vai, usanza che trovi: il bon ton a tavola nel mondo

Pubblicato il: 8 giugno 2017 | Commenti 0
il bon ton a tavola

Fonte: www.universy.it

Non soffiare sulle pietanze calde, non utilizzare il cellulare a tavola, non parlare a voce alta al ristorante… sono solo alcune regole del galateo occidentale. Ma funziona così da tutte le parti? Lo scopriremo proprio oggi con il bon ton a tavola nel mondo!

In orario o in ritardo?

Tutti e due! In Cina si spacca il secondo, in Tanzania arrivare con mezz’ora di ritardo è assai gradito.

L’uso delle posate

Come da noi è vietato incrociare le posate nel piatto, soprattutto per i più superstiziosi, lo stesso vale in Giappone, dove è considerato un gesto porta sfortuna. Sempre in Giappone, occorre girare le bacchette per prendere del cibo da un piatto comune: in questo modo il pasto non verrà toccato con la parte delle bacchette che viene infilata in bocca.
In Cina, in mancanza di reggi bacchette, queste si appoggiano orizzontalmente sul piatto, mai sulla tavola.

Durante il pasto

Il bon ton a tavola nel mondo è pieno di usanze da adottare o no durante il pasto.
In Thailandia non esistono le portate: i piatti arrivano al tavolo tutti in una volta.
In Cina, quando viene servito un pesce intero, è vietatissimo girarlo per mangiare la parte di sotto: non solo è un presagio di sfortuna, ma sarebbe come augurare alla barca che lo ha pescato di rivoltarsi. Le soluzioni sono due: mangiare la parte superiore, togliere la lisca e poi mangiare la parte inferiore, oppure, come fanno i più superstiziosi, non mangiare proprio la parte inferiore del pesce.
In Portogallo, chiedere sale e pepe se non sono stati portati significa offendere il cuoco: sarebbe come dargli dell’incompetente.
In Giappone devi bere direttamente dalla ciotola della zuppa e, se puoi, cerca anche di fare rumore!

il bon ton a tavola

Fonte: myanimelist.net

La condivisione tra commensali

Condividere o non condividere, questo è il dilemma!
Il “Gursha” è un’usanza di alcuni Paesi dell’Africa orientale. In pratica, ci si imbocca reciprocamente dopo aver avvolto un po’ di cibo nell’ “injera”, una sorta di pane piatto e morbido. E’ considerato un gesto d’affetto. Come in India, però, guai ad utilizzare la mano sinistra quando si condivide il cibo: essendo considerata la mano “addetta” all’igiene, è quindi impura.
Sempre in India, la condivisione del cibo è un vero e proprio taboo: dopo aver toccato il proprio piatto, il cibo diventa “impuro”, quindi non bisogna mai offrirlo.
In Thailandia si condivide tutto: non esistono piatti “singoli”, ma solo grandi piatti che vengono posti al centro della tavola e da cui ognuno si serve.
In Giappone guai a passarsi il cibo con le bacchette! E’ un’azione che ricorda una pratica tipica dei funerali.

Lasciare il cibo nel piatto o mangiarlo tutto?

In India, lasciare il cibo è considerato uno spreco, in Cina, quando si è invitati, lasciare una piccola parte di cibo significa comunicare all’ospite che ti ha dato da mangiare più che abbastanza, dunque è una cosa positiva.
In Thailandia, l’ultimo boccone rimane sempre nel piatto comune: è vietato prenderlo per chiunque!

Il conto e la mancia

In Francia non si fa “alla romana”: qualcuno si offre sempre per pagare l’intero conto!
In Portogallo, la mancia è obbligatoria (e ammonta a circa il 10% del conto!), mentre i Paesi orientali sono molto più avanti di noi: in Giappone è addirittura scortese lasciare la mancia, in Cina nei ristoranti vige una vera e propria “No tipping policy” (tip = mancia). Ma l’India supera tutti: mai ringraziare chi ci ha invitati a mangiare a casa sua, in quanto anche quella è considerata una forma di pagamento. Mangiare tutto è la miglior forma di gradimento.
Ma il gradimento per eccellenza è quello dei cinesi: il rutto libero a fine pasto is the new “Grazie”!

Il bon ton a tavola nel mondo

Sapevi che il bon ton a tavola nel mondo era così vario? Conosci altre usanze simili?

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