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Chi vuole la “pausa sesso” in ufficio?

Pubblicato il: 1 giugno 2017 | Commenti 0

Da uno studio norvegese emerge che un lavoratore su cinque ha ammesso di aver avuto almeno una relazione con un collega e una coppia su dieci ha affermato di essersi formata sul posto di lavoro. Una ricerca effettuata in Italia dall’associazione Donne e qualità della vita che, sotto la guida dalla sessuologa Serenella Salomoni, ha approfondito l’argomento su un campione di 480 individui di età media fra i 25 e i 55 anni e si è “scoperto” che: la pausa sesso in ufficio fa bene! Pare addirittura che l’amore non sia una distrazione ma una motivazione che rende le donne innamorate sul lavoro più produttive nel 65% dei casi. Il 33% delle persone sono addirittura disposte a fermarsi in ufficio oltre il proprio orario pur di stare con la persona amata.

Signore (e signori miei) se il sesso in ufficio era un tabù dai contorni thriller stile Demi Moore e Michael Douglas colleghi di lavoro nel film “Rivelazioni”, da oggi grazie a questo studio e la simpatica proposta lanciata da un consigliere comunale norvegese (quanto sono all’avanguardia nei paesi scandinavi!), tale Per-Erik Muskos, si potrà pensare di congedarsi giustificatamente (e retribuiti per l’aggiunta!) da lavoro con un’ora di permesso straordinaria: l’ora del sesso!

Chi vuole la “pausa sesso” in ufficio?

La proposta lanciata da Muskos, seppure stravagante ha un retroscena alquanto nobile, due piccioni con una fava verrebbe da dire. Eh già, perchè dietro alla bizzarra mozione ci sarebbe il fine di contrastare il calo nascite nella comuntà: “Ci aiuterebbe, dice Muskos citato dal New York Times e dal quotidiano popolare svedese Expressen, ad aumentare il tasso di natalità visto che la popolazione locale cala, a ridare brio a matrimoni di lunga data, dove tempo e abitudine indeboliscono il desiderio, e in generale a migliorare umore e morale dei dipendenti pubblici”.

Ci verrebbe da invidiare il consigliere norvegese solo per la “campagna pubblicitaria analoga” propinata dai nostri ministri italiani…

Ma veniamo al dunque. Al fatto pratico intendo.

  • Per chi è single ad esempio è prevista la visita di un addetto o addetta specializzata tipo mutua per offrire prestazioni sessuali benefiche?
  • Oppure, dato che il tradimento sul lavoro (e quindi anche il sesso in ufficio) è materia gettonatissima e manco a dirlo, oggetto di altro studio statistico, come funzionerà con le storie clandestine? Vanno abolite o “tassate”?
  • Come si richiederà il permessino extra? Mezzo mail? Già mi immagino l’oggetto della richiesta “permesso lavorativo extra sessuale ore 13”
  • Il calcolo delle ore di questo permesso come verranno menzionate in busta paga? Vi immaginate a presentarla ad un banco di finanziamenti per comprarvi l’arredamento di casa e magari una camera da letto?

Io me lo immagino in Italia un fatto simile, non siamo pronte ragazze (e ragazzi!) non ce l’abbiamo questa elasticità mentale se per chiedere un permesso medico ci inventiamo le peggio malattie disfunzionali pur di non ammettere di andare dal ginecologo, figuriamoci a richiedere il permessino -faccio sesso e torno- Perchè di un’ora stiamo parlando, mica di una giornate intera! E gli italiani si sa, se c’hanno un primato buono è quello di essere degli ottimi amanti… ed in un’ora, noi fraccomodi che siamo, manco ci arriviamo a casa… ed è per questo che continueremo a riempire la “gettoniera” delle storie clandestine in ufficio e “sottopagate”… che a dirla tutta secondo un’altro studio le relazioni extraconiugali in ufficio migliorerebbero il rendimento aziendale per un fatto di “distrazione” dai problemi familiari e di “gasamento” per la condivisione della scrivania del peccato.

…Intanto che la mozione diverrà legge e verrà allargata anche al Bel Paese: buona pausa sesso in ufficio a chi già se la prende di nascosto e non per un’ora intera.

 

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