Profilo bloglovin Profilo Pinterest Profilo Google + Profilo Instagram Profilo twitter Profilo Facebook

Perchè il gazpacho è la zuppa dell’estate: curiosità ed errori da non fare

Pubblicato il: 5 settembre 2017 | Commenti 0

Parliamo di gazpacho ed in un attimo è subito estate! Ma cosa sarà mai questa ormai famosa pietanza? Un frullato, una zuppa? Scopriamolo insieme!

Il gazpacho è una zuppa di verdure crude originaria della cucina andalusa. Gli ingredienti tradizionalmente usati sono: peperoni, pomodori, cetrioli, cipolla e pane raffermo ammorbidito in acqua, il tutto arricchito con erbe aromatiche a scelta.
È un piatto che va mangiato freddo, talvolta addirittura con cubetti di ghiaccio; servito in ciotole di terracotta (la terracotta trattiene meglio i sapori) accompagnato da crostini di pane con uova sode. Nella versione più moderna invece servito come aperitivo energetico rinfrescante in bicchieri di vetro.

gazpacho
LE ORIGINI
Gazpacho deriva dall’accadico kasâpu (frantumare) che ricorda i crostini di pane frantumati che vi vengono immersi.
La sua origine viene attribuita all’ellenico kykeon, una bevanda rinfrescante a base di acqua e vino alla quale con l’islamismo durante l’invasione araba di al-Andalus nell’VIII secolo, al comune gazpacho ellenico furono aggiunti sale e olio d’oliva; mentre nel tardo Medioevo vi furono aggiunte le verdure presenti attualmente nella ricetta che ancora oggi viene utilizzata.

Quali sono gli errori da evitare per un gazpacho a regola d’arte?

VERDURA A TEMPERATURA AMBIENTE

Per ottenere un gazpacho alla giusta temperatura per essere servita le verdure dovranno essere fredde di frigo; lo stesso per ottenere colori brillanti ed evitare l’ossidazione dovuta al calore sviluppato dalle lame del robot. Infatti in caso di robot molto potenti è utile aggiungere qualche cubetto di ghiaccio durante la preparazione.

NON RIMESCOLARE

Nel caso in cui vogliate preparare in anticipo il vostro gazpacho vi consigliamo di conservarlo coperto in frigo nel boccale del robot ma assolutamente non mescolare! Durante il riposo la parte acquosa si separerà dalla polpa: quindi poco prima di servirlo mescolatelo ed il gioco è fatto!

DECORAZIONI: QUESTE SCONOSCIUTE

Per non trasformare il gazpacho da piatto di punta del vostro menù ad un semplice frullato di verdure o centrifugato, non sottovalutate le decorazioni! Anche una semplice brunoise pomodoro, peperone, cetriolo, anelli di cipollotto, crostini di pane dorati in padella con olio e sale potranno dare una svolta visiva alla vostra “zuppa”.

Oppure potete disporre in piattini uova sode a spicchi, cubotti di frittata o di tortilla, alici marinate, formaggio primosale o feta a dadini, code di gamberi scottate a vapore dando la possibilità ai vostri  commensali di abbinare i sapori che più preferiscono.

NON STRAVOLGERE

Se la creatività vi stuzzica a personalizzare il vostro gazpacho con nuovi ortaggi, non esitate, sperimentate, stravolgete pure la ricetta… nessun tradizionalista andaluso vi potrà riprendere.

Nel passato, nella cucina andalusa, infatti le zuppe fredde rappresentavano il pranzo dei contadini e dei braccianti consumato direttamente nei campi, oggi, in tutte le loro varianti sono veri e propri piatti della cucina spagnola.

Ecco altre zuppe fredde andaluse:

IL SALMOREJO

Il salmorejo (o salmorejo cordobés), tipico della zona di Cordova in Andalusia, a base di pomodoro, aglio, pezzi di pane duro, olio extravergine di oliva, aceto, sale il tutto frullato con un frullatore ad immersione. Molto più denso del gazpacho (per le grandi quantità di pane), dal gusto più delicato e dal colore rosso arancione (a causa di una maggiore quantità di olio) viene servito a temperatura ambiente con l’aggiunta in cima di spicchi di uovo sodo, pezzetti di jamón serrano (prosciutto crudo stagionato) ed un filo di olio d’oliva. Ad Osuna, in provincia di Siviglia, è noto come ardoria o aldoria.

LA PORRA

Tipica di Antequera, simile al salmorejo, talvolta guarnita anche con pezzetti di tonno.

LA MAZAMORRA

Tipica di Cordova,  rispetto al conterraneo salmorejo non contiene pomodori bensì mandorle e guarnito con uova sode ed olive nere.

L’AJOBLANCO

Tipico di Málaga, significa “aglio bianco” ed infatti ha un aspetto bianco, in quanto non contiene alcun tipo di verdura, bensì pane, uva e mandorle (oltre ad olio, aceto, aglio e sale).

Allora allacciamo il grembiule, e lasciamoci coinvolgere dai sapori andalusi!

 

buzzoole code